L’avevo comprato in Sicilia perché mi piaceva.
Un piatto azzurro, dalla figura dal sapore antico, arrivato a casa rotto dopo il viaggio.
L’ho aggiustato. E, invece di piacermi meno, ha cominciato a piacermi di più.
Quella piccola imperfezione gli aveva dato qualcosa di nuovo: sembrava quasi un vero reperto antico.

Poi ho trovato una forma rotonda in pietra. Materica, importante, dall’aspetto vissuto. Sembrava fatta per accoglierlo.
Li ho collocati sulla grande trave del camino e ho cercato soltanto ciò che serviva per valorizzarli.
Rami di betulla, scelti per forma, spessore e tonalità. Grigio, bianco, qualche nota più calda nei rametti sottili.
E infine piccoli gruppi di phalaris azzurro, per riprendere il colore del piatto.
Niente di più.

Per me la semplicità non significa togliere a caso. Significa sapere cosa aggiungere e, soprattutto, quando fermarsi.
È lo stesso criterio con cui scelgo gli oggetti che trovate nel mio e-commerce e con cui realizzo le mie composizioni: ogni elemento deve avere un senso e trovare il suo posto.
Perché una casa non ha bisogno di essere riempita.
Ha bisogno di trovare le cose giuste per chi la vive.
Non cerco di riempire gli spazi. Cerco di trovare a ogni cosa il suo posto.
