La risposta non è mai definitiva, perché lo stile nasce da ciò che scegli e da come lo interpreti.
Esistono però linee guida che aiutano a leggere e costruire una composizione con consapevolezza, vediamone alcuni:

stile lineare

si esprime attraverso forme pulite e sviluppo verticale: steli lunghi di gladioli, inseriti anche a tutta altezza, valorizzano il movimento e la struttura, soprattutto se accompagnati da contenitori essenziali e coerenti tra loro.

stile giapponese

lavora sull’equilibrio tra pieni e vuoti. Qui abbiamo un tronco di nocciolo contorto, dall’aspetto irregolare, diventa protagonista su una base bassa ma importante, é accompagnato da pochi altri elementi. E’ una composizione che respira, essenziale e profondamente armonica.

composizione grafica

si concentra su un solo elemento forte — come un fiore di peonia — dove forma e presenza diventano il centro assoluto.



stile verticale

evidenzia un parallelismo naturale: fiori a stelo rigido come iris, rose o liatris si sviluppano verso l’alto da una base lineare, mantenendo ordine e ritmo. Significativo e molto profumato il calicanto nero per rappresentare lo stile verticale

composizione decorativa

si costruisce sull’equilibrio cromatico: tutti i fiori hanno lo stesso peso visivo, contribuendo a un insieme armonico e completo.

stile sfarzoso

punta invece sulla opulenza: dalie, agapanti, crisantemi e peonie creano volumi pieni e rotondi. Noi proponiamo un cestino di rododendri con una presenza importante e decorativa.

In ogni caso, al di là delle definizioni, è sempre la scelta degli elementi e la cura delle proporzioni a trasformare una composizione in qualcosa di realmente studiato e personale.

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